mercoledì 6 luglio 2011

Le fonti di quest'opera

Il Cardinale Manuel Gonçalves Cerejeira
Santa Maria Maddalena de Pazzi spiega che quando l'anima è giunta all'unione trasformante « il Verbo stesso discende in lei e vi opera ciò che realmente ha fatto nella sua Umanità dall'incarnazione alla morte... e che infine muore, risuscita, sale al cielo con Lui rimanendo sulla terra ».
Quando, nel lontano 1944, dalla bocca di Alexandrina intravidi queste divine operazioni nella sua anima e fui chiesto di dirigerla spiritualmente, le imposi di dettare minuziosamente il suo diario affinché nulla si perdesse di questa esperienza mistica.
Sentivo che avrei impoverito il mondo e soffocato un'onda di glorificazione a Dio che irrompeva attraverso quella vittima consacrata totalmente all'Amore per la salvezza dei peccatori.
Il lavoro per l'impostazione del processo diocesano di beatificazione, ormai passato alle Congregazioni romane, ha stimolato le mie ricerche. Si è potuto archiviare una ricchezza insperata di scritti e di testimonianze che provano le altezze di contemplazione a cui è giunta la serva di Dio e la missione destinatale dal Signore per il suo piano divino di salvezza. Ne riporto l'elenco:
- Lettere al primo direttore, pagine, dattiloscritte ad un solo spazio, 1270
- Autobiografia, pagine 65
- Lettere e diario al secondo direttore, pagine 1957
- Diario autografo, pagine 105
- Pensieri sciolti, pagine 91
- Lettere a diversi, pagine 411.
Un totale di 3899 pagine; ecco la fonte a cui ho attinto per l'organizzazione, la traduzione e il commento di questo lavoro. Naturalmente non riporto se non una parte del cumulo di materiale. Mi sono preoccupato di tradurre soltanto quello che poteva servire per mettere in evidenza l'evoluzione mistica di Alexandrina, cioè il processo di formazione, sviluppo ed estensione della sua vita prodigiosa « sino a formarsi Cristo in lei » (Gal 4,19) e « trasformarsi nella sua divina immagine » (2 Cor 3,18).
La scelta non fu facile. Vi sono necessariamente delle ripetizioni, in cui però un lettore attento coglierà delle sfumature differenti e di non poca bellezza e profondità.
Lo scopo propostomi fu di far ascoltare dalla stessa Alexandrina la narrazione della sua vita, che, se non è ricca di fatti esterni, è colma di azioni interiori descritte in maniera sublime.
Ecco alcuni giudizi sugli scritti a cui ho attinto.
Il teologo Molho de Faria si e espresso così: « Vi è tanta bellezza ed esattezza in alcune cose di reale difficoltà teologica, che, sapendo da chi vengono, non possiamo non vedere chiaramente il potere di Dio. Vi sono modi di esprimersi ed immagini di tanta grandiosità e proprietà nell'esporre desideri e affetti che dobbiamo ammettere un sentimento altissimo. Credo che un giorno si farà piena giustizia » (2-3-1943).
I Padri Passionisti di Barroselas scrivono: « Sono davvero ammirabili se si considera la mancanza di studi di chi scrive » (17-4-1947).
Il carri. Manuel Goncalves Cerejeira ha scritto: « Ciò che ha pubblicato delle lettere di Alexandrina è quanto vi è di più sublime. Nessun artista ha saputo dire cose tanto belle. Già nelle estasi avevo letto cose veramente ammirabili. Anche i poeti più illustri avrebbero goduto di raggiungere quel livello di in­tensità, di emozione, di semplicità e bellezza » (28-6-1956).
Mons. Mendes do Carmo, maestro di mistica, dice: « Tante pagine traboccano di tal sapore mistico che qualsiasi insegnante di questa materia, il quale non avesse anche esperienze personali della vita mistica dei più grandi santi, sarebbe incapace di scriverle. La scienza che splende nelle migliaia di pagine di Alexandrina (la quasi analfabeta perché non frequentò neppure la seconda elementare) non può essere una scienza umana, ma una scienza divina infusa » (17-5-1960).

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