mercoledì 6 luglio 2011

IDENTIFICATA CON LA VITTIMA DIVINA

Per comprenderne il linguaggio

Alexandrina, offertasi vittima a Gesù, fu dallo Spirito Santo identificata tanto con Lui da sentirsi davvero un altro Cristo. Mons. Orazio de Araújo, all'apertura del processo, ha affermato: « In Alexandrina si vedeva e si sentiva Cristo per trasparenza ».
Chi leggerà queste pagine della serva di Dio (…oggi, Beata…) e non conoscesse queste misteriose vie del Signore, potrebbe talvolta rimanere disorientato di fronte al suo linguaggio. Il lettore non deve mai dimenticare che Alexandrina, come e con Gesù operante in lei, si è addossata il mondo ed è, contemporaneamente, identificata con la Vittima divina: in lei parla il mondo e in lei parla Gesù.
Aiuterà senza dubbio la comprensione del suo linguaggio questo brano di sant'Agostino a commento del salmo messianico che è una supplica del peccatore in pericolo mortale.
Il santo dottore si domanda come potesse Cristo che era senza colpa dire: « Per il tuo sdegno non c'è in me nulla di sano; nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati ».
A più riprese, egli spiega la cosa dicendo che qui è necessario comprendere la dottrina del corpo mistico già esposta da san Paolo.
« Quando parla Cristo, a volte egli parla come capo soltanto, altre volte parla a nome del suo corpo che è la Chiesa... e noi pure siamo in questo corpo e siamo membra sue e perciò ritroviamo noi stessi in Lui che parla... Di chi sono i peccati se non del corpo cioè della Chiesa di Cristo? Tuttavia uno solo parla: il capo e il corpo. Essi infatti sono due in una sola carne (Ef 5,31-32).
Se Cristo e la Chiesa sono una sola carne, una sarà la lin­gua, medesime le parole di entrambi...
Non vi è divisione di persone, solo c'è distinzione di dignità: perché il capo salva, il corpo è salvato. Il capo dona misericordia, il corpo piange la sua miseria. Il capo purifica dai peccati, il corpo confessa i peccati: una sola, tuttavia, è la voce. Noi ascoltiamo questa voce, possiamo bensì distinguere quando parla il corpo e quando parla il capo, ma non dob­biamo separare la voce dell'uno da quella dell'altro » (S. Agostino, Enarr. sul salmo 37,6).

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