mercoledì 6 luglio 2011

GESU’ CRISTO IN ALEXANDRINA

ALEXANDRINA DA BALASAR (Beata)

AUTOBIOGRAFIA

PREFAZIONE
Padre Umberto Pasquale, sdb

« Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date » (Mc 10,15). Fu questo il pensiero che mi ha accompagnato sempre nella stesura del presente lavoro in cui appare, per puri motivi storici, il mio nome.
Ed ora che ho documentato, prima che scomparissero i testimoni del Caso di Balasar, quanto mi è stato donato, provo soltanto la gioia che si gode per un dovere compiuto: nulla più.
Mi sento come colui che si toglie di dosso un vestito che non gli appartiene.
La fatica affrontata me la sono imposta per esprimere « un grazie eterno » al Datore di ogni bene e per la sua gloria, fiducioso che giovi alle anime.
Ci tengo subito a precisare che il fatto, non certamente comune, di Alexandrina (con le sue estasi, profezie, scrutazione delle coscienze, il digiuno totale e anuria) non appartiene certo alla rivelazione, nel senso che possa migliorare o addirittura completare l'annuncio di Cristo, e perciò non crea affatto un dovere diretto di adesione di fede.
Ma voglio anche ricordare, con Rahner, che rivelazioni private autentiche possono fondare missioni profetiche nella Chiesa, dando impulsi per l'agire del popolo di Dio e adattando alle nuove situazioni l'unico Vangelo permanente.
La vita straordinaria di Alexandrina fu, secondo l'affermazione di un teologo contemporaneo e coinvolto nel Caso, « una esplosione di soprannaturale che ha richiamato l'attenzione di enormi moltitudini sulla sua persona ». Conosciuto, subito dopo la morte di lei, ha suscitato autentici movimenti religiosi in molte parti del mondo verso quegli obiettivi che furono programma della sua vita.
Nessuno, in questi tempi, può negare la loro attualità ed urgenza se si considera quanto avviene nella Chiesa e nel mondo. Oggi una sbagliata interpretazione della secolarizzazione.

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