lunedì 11 luglio 2011

AUTOBIOGRAFIA - 19

Visite di Gesù

In quell'epoca Gesù mi appariva e mi parlava sovente. La consolazione spirituale era grande e le sofferenze non mi costavano. In tutto sentivo amore per il mio Gesù e sentivo che Egli mi amava, poiché ricevevo abbondanti tenerezze. Cercavo il silenzio. Oh, come mi sentivo bene nel raccoglimento e molto unita a Lui! Gesù si confidava con me. Mi diceva cose tristi, ma il conforto e l'amore che mi dava addolcivano i suoi lamenti. Passavo notti e notti senza dormire, a conversare con Lui in contemplazione di ciò che mi mostrava. Talvolta vidi Gesù come giardiniere che coltivava dei fiori innaffiandoli ecc.; passeggiava in mezzo ad essi mostrandomene le varietà. Altre volte mi apparve per presentarmi il suo Cuore con raggi abbaglianti. Una volta vidi anche Mammina con il Bambino Gesù in braccio e altre volte come Immacolata: quanto era bella! Quanto volevo amare solamente Lei e Gesù! Stavo bene soltanto con Loro.
[Ecco alcuni frammenti di comunicazioni avute da Gesù in quel tempo di grazia, ricavate da lettere inviate a p. Pinho].  « ... Gesù mi invitò ai tabernacoli abbandonati perché condividessi la sua tristezza e riparassi a tanto abbandono. Mi disse che Lo lasciano solo e che vivono come se Lui non fosse presente. Perfino i sacerdoti cui ha dato il potere di trasformare il pane nel suo Corpo divino - perfino loro - Lo dimenticano e Lo offendono... » (lettera a p. Pinho, 14-9-1934). « ... - Avvisa il tuo direttore che esigo si predichi e propaghi la devozione ai tabernacoli, ed ancor più: che si accenda nelle anime. Non sono rimasto sugli altari per amore soltanto di quelli che mi amano, ma per tutti; anche lavorando mi possono consolare. Non negarmi sofferenze e sacrifici per i peccatori. La giustizia di Dio pesa su di loro. Tu puoi soccorrerli. Prega per i sacerdoti: sono operai della mia vigna; la messe dipende da loro... Io scelgo i deboli per renderli forti. Sotto le loro debolezze lo nascondo il mio potere, il mio amore e la mia gloria. Dimentica il mondo e dónati a Me. Abbandónati sulle mie braccia: Io sceglierò i tuoi sentieri. - ... » (lettera a p. Pinho, 27-9-1934). « ... - Ti ho scelta per Me. Corrispondi al mio amore. Voglio essere il tuo Sposo, il tuo Amato, il tuo tutto. Ti ha scelta pure per la felicità di molte anime. Sei il mio tempio, tempio della Santissima Trinità. Tutte le anime in grazia lo sono, ma tu in modo speciale. Sei un sacrario scelto da Me per abi­tarvi e riposare. Voglio saziare la tua sete per il mio Sacramento di amore. Sei un canale ove passeranno le grazie che Io voglio distribuire alle anime e attraverso il quale le anime verranno a Me. Mi servo di te perché molte anime vengano a Me: per mezzo tuo, molte anime saranno stimolate ad amarmi nella santissima Eucarestia... - » (lettera a p. Pinho, 4-10-1934). « ... - Ascolta, figlia mia, il tuo Gesù. Sono con te per arricchirti dei miei tesori divini. Quanto ti amo! Ti ho scelta per mia dimora. Sto preparandoti come desidero. Vivi solo per Me. Amami molto. Pensa soltanto a Me. E poiché ti offri tanto generosamente come vittima per i peccatori del mondo, porrò in te quasi un canale per distribuire grazie alle anime colpevoli di ogni qualità di crimini. Così ne porterai a Me un gran numero... - Contemporaneamente non so cosa sentii in me, non lo so spiegare: sentivo un peso tanto tanto grande. Mi pareva soprattutto che il mio cuore diventasse così grande da sembrarmi il mondo... » (lettera a p. Pinho, 11-10-1934).
« ... Erano quasi due giorni che Gesù non mi parlava. Piansi per il dubbio di essere nell'inganno. Quando mi rasserenai un poco, feci la Comunione spirituale. Il mio buon Gesù mi parlò così: - Quanto ti amo! Quando ti senti fredda, sono Io a infondere sempre più in te il mio amore. Quando non ti parlo, è per infonderti maggiormente la fiducia in Me. Non ti avevo detto che non ti avrei abbandonata e non mi sarei allontanato da te? Ti amo tanto! Vieni alla mia scuola; impara dal tuo Gesù ad amare il silenzio, l'umiltà, l'obbedienza e l'abbandono. Vieni ai miei tabernacoli... Próstrati davanti a Me per chiedermi perdono del tuo scoraggiamento e della tua sfiducia. » (lettera a p. Pinho; 15-10-1934). « ... Gesù mi disse che, come Lui è fedele nell'abitare in me per consolarmi, così io devo essergli fedele nell'abitare in spirito nei suoi tabernacoli per consolarlo ed amarlo; che gli dessi il mio corpo per essere vittima; che migliaia di vittime sarebbero poche per riparare tanti peccati e crimini del mondo... » (lettera a p. Pinho, 1-11-1934).

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