venerdì 30 marzo 2012

ALESSANDRINA MARIA DA COSTA

CRONOLOGIA
DELLA VITA E DELLA EVOLUZIONE MISTICA DELLA BEATA
ALEXANDRINA MARIA DA COSTA

Presentiamo una breve cronologia, mettendo in evidenza alcune date più significative; siamo consapevoli che la complessità di una evoluzione spirituale non si può imbrigliare entro date precise, tuttavia pensiamo possa essere utile al lettore, come orientamento. Attingiamo dall'Autobiografia, dal Diario, dalle lettere ai due direttori spirituali. Dove è omessa l'indicazione della fonte, è sottintesa la Autobiografia che Alexandrina, per obbedienza, dettò succintamente alla maestra del paese Saozinha ed arricchita di vari fatti dal secondo direttore e dal confratello salesiano D. Ismael.
Alexandrina Maria da Costa nacque il 30 marzo 1904 a Balasar, modesto paese del Portogallo, appartenente alla diocesi di Braga, situato a circa 50 km da Oporto; vi morì il 13 ottobre 1955. Fin dai primi anni manifesta una costituzione forte un temperamento vivace e scherzoso: « I ricchi - diceva la mamma -hanno il buffone nei loro palazzi; io non sono ricca, ma ho ugualmente in casa chi ci tiene allegri! ».

1911-1912
Frequenta la prima elementare a Pòvoa de Varzim. Sempre a Pòvoa, preparata dal p. Alvaro Matos, riceve la prima Comunione: .... Fissai l'Ostia santa in tal modo che mi rimase impressa nella mente; ebbi l'impressione di unirmi a Gesù per sempre. Mi parve che Egli legasse a sé il mio cuore. La gioia che ne provai è indicibile ».
1913-1917
Verso i nove anni inizia a lavorare nei campi; più tardi è costretta a fare tale lavoro a servizio, per guadagnarsi il pane.
1918
Il sabato santo salta da una finestra, situata a m 3,35 dal suolo, per salvarsi dalla passione di un uomo penetrato in casa. Da qui ha inizio una mielite compressa alla spina dorsale, che sarà riconosciuta più tardi attraverso esami clinici; ne consegue una paralisi progressiva (referto clinico del dott. Azevedo). Passa più di sei anni ammalata, un po' in piedi, un po' a letto.
1924
In giugno, con molta fatica, partecipa al Congresso Eucaristico di Braga: da allora non uscirà più di casa se non trasportata!
1925
Il 14 aprile si pone a letto per sempre. Diolinda, la sorella, diviene la sua infermiera, perché la mamma deve occuparsi dei lavori di campagna; Diolinda lavora in casa come sarta.
1928
In occasione di un pellegrinaggio parrocchiale a Fatima, si riaccende in lei la speranza della guarigione; ma non ottiene la grazia. Nell'Autobiografia leggiamo: « Morirono i miei desideri di guarire, e per sempre, sentendo, ognor più, maggiori ansie di amore alla sofferenza e di pensare soltanto a Gesù. Un giorno, mentre ero sola, venendomi in mente che Gesù stava nel Tabernacolo, Gli dissi: "Mio buon Gesù, Tu catturato ed io pure... Tu avvinto dall'amore per mio bene, io catturata dalle Tue mani... Voglio ciò che Tu vuoi; e soffrire con rassegnazione. Non mancarmi, o buon Gesù, con la Tua protezione! "».
1930
Nel maggio scrive sulla copertina di un libretto: « O Mamma diletta del Cielo, vieni ai Tabernacoli del Tuo e mio Gesù, presentagli Tu le mie preghiere e rendi valide le mie suppliche... Digli inoltre che voglio molta sofferenza, ma che non mi lasci sola neppure un momento ». In questo periodo, ogni mattina, nelle sue preghiere dice, tra l'altro: « Mi unisco spiritualmente a tutte le S. Messe che, giorno e notte, si celebrano sulla Terra. Gesù, immolami ogni momento con Te sull'altare del Sacrificio; offrimi all'Eterno Padre secondo le Tue intenzioni ».
1931-1932
Durante le sue preghiere e offerte a Gesù comincia a sentire un forte calore che pare bruciarle il cuore; si sente come rapita. In uno di questi momenti sente la seguente ispirazione: soffrire, amare, riparare. Non comprende cosa esigessero da lei quelle parole: « O mio Gesù, cosa vuoi che io faccia? », domanda più volte; e ogni volta non sente se non quelle tre parole.
1933
Il 16 agosto viene a Balasar a predicare un triduo in onore del Cuore di Gesù il p. Mariano Pinho, S.J. In questa occasione Alexandrina lo ottiene come suo direttore spirituale. Tale sacerdote le ispira molta fiducia: gradatamente gli esporrà i problemi della sua anima.
1934
« Fu in settembre che mi persuasi pienamente essere stata la voce del Signore, non uno slancio mio, a suggerirmi le parole soffrire, amare, riparare. Fu allora che Gesù mi chiese: "Dammi le tue mani, le voglio crocifiggere; dammi i tuoi piedi, li voglio inchiodare con me; dammi il tuo capo, lo voglio coronare di spine come fecero a me; dammi il tuo cuore, lo voglio trapassare con la lancia come trapassarono il mio. Consacrami tutto il tuo corpo; offriti tutta a me... ». La frase « mi persuasi essere stata la voce del Signore, non un mio slancio » è molto significativa. Infatti la vera esperienza mistica è caratterizzata dalla iniziativa di Dio, particolarmente forte: tale cioè che l'anima la possa avvertire come non proveniente da lei stessa, ma da Dio. Agli inizi di ottobre Gesù le dice: « Mi servo di te perché molte anime vengano a me: per mezzo tuo molte sono stimolate ad amarmi nella santissima Eucaristia » (Lett. a p. Pinho, 4.10.34). Il 14 ottobre Alexandrina, col sangue spillato da una ferita, scrive sul retro di un'immagine: « Con il mio sangue, o mio Gesù, Ti giuro di amarti molto. Sia tale il mio amore che io muoia abbracciata alla croce. Ti amo e muoio per Te, mio caro Gesù. Voglio abitare nei tuoi Tabernacoli ». Nella lettera a p. Pinho del 1 novembre, si legge: « Gesù mi dice che, come Lui è fedele nell'abitare in me per consolarmi, io devo essergli fedele nell'abitare in spirito nei suoi Tabernacoli e consolarLo ed amarLo ».
1935
Gesù le dice: « Dammi il tuo sangue per i peccati del mondo. Aiutami nella Redenzione. Senza di me non puoi far nulla; ma con me avrai potere per tutto, per soccorrere i peccatori e per molte, molte cose in più » (Lett. a p. Pinho, 3.1.35). Il 30 luglio Gesù le dice, dopo la Comunione: « Fa' sapere al tuo direttore che, in prova dell'amore che hai per la mia Madre santissima, chiedo a te che si consacri il mondo intero a Lei con una festa solenne, come chiesi a Maria Margherita Alacoque, che si consacrasse al mio divin Cuore » (Lett. a p. Pinho, 1.8.35). Alexandrina rispose: « Sono la tua vittima, la vittima dell'Eucaristia, la piccola lampada ove risiedi in perpetuo per amore, la sentinella dei tuoi Tabernacoli. Gesù mio, voglio essere vittima per i sacerdoti, per i peccatori,... per il mondo intero, vittima per la pace, per la consacrazione del mondo a Maria ».
1936
Il giorno 7 giugno, festa della SS. Trinità, Alexandrina sperimenta per la prima volta la morte mistica, che esteriormente si presenta come una morte apparente; fenomeno misterioso che è stato paragonato dalla teologia cristiana alla trasformazione del verme in farfalla, in quanto con esso Dio purifica le anime e le rende sempre più elevate (Santa Teresa, S. Giovanni della Croce). Il giorno 11 settembre p. Pinho spedisce al cardinai Pacelli la richiesta per la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.
1937
Il giorno 2 febbraio la Santa Sede incarica l'arcivescovo di Braga di studiare il caso di Alexandrina e di inviare notizie precise circa la petizione della consacrazione del mondo a Maria (Cf Cristo Gesù in Alexandrina, p. 707) . Nell'estasi del 31 ottobre Gesù le dice: .... Figlia mia, ti ho scelta per cose molto sublimi; mi sono servito di te per comunicare al Papa il mio desiderio che il mondo sia consacrato alla mia Madre santissima » (Lett. a p. Pinho).
1938
Dopo un ritiro spirituale, iniziato il 30 settembre, nella sua cameretta, da p. Pinho, Gesù le predice nell'estasi del 2 ottobre, che avrebbe sofferto tutta la sua santa Passione per la prima volta il giorno 3 ottobre e poi tutti i venerdì dalle 12 alle 15. « Non mi rifiutai ed avvisai di tutto il mio direttore; attendevo il giorno e l'ora molto afflitta, perché né io né lui avevamo idea di quanto sarebbe avvenuto. Nella notte dal 2 al 3 ottobre, se fu grande l'agonia dell'anima, fu grande anche la sofferenza del corpo... Con queste sofferenze sperimentai per la prima volta la Passione. Quale orrore io sentivo in me! che paura e terrore! ». L'esperienza della Passione rivissuta, come si rileva dal racconto di Alexandrina, non nasce, propriamente parlando, dal sentimento, dalla emotività, dalla meditazione e dalla riflessione di lei, anche se le sue disposizioni hanno potuto, sotto certi aspetti, essere un utile elemento per aprire la via al carisma divino.
1939
Il 20 gennaio, durante l'estasi, Gesù le dice che continuerà a rivivere la Passione in questa forma sino a che il mondo sarà consacrato alla Madre Immacolata (Lett. a p. Pinho). Il 20 marzo, poco dopo la elezione di Pio XII, Gesù le predice che sarà questo il Papa il quale consacrerà il mondo a Maria. Il 28 giugno Gesù le predice la guerra come castigo dei gravi peccati commessi dal mondo; ed ella si offre vittima per la pace (Lett. a p. Pinho).
1940
Alessandrina, Deolinda (sorela), Çãozinha
Il 4 luglio si offre vittima insieme ad altre anime in unione con la Madonna, per ottenere che almeno la sua patria sia risparmiata dalla guerra. Gesù accetta l'offerta ed afferma categoricamente: « Il Portogallo sarà risparmiato dalla guerra » (Lett. a p. Pinho). Così avvenne. A dicembre Gesù le assicura che anche il santo Padre sarebbe stato risparmiato dagli orrori della guerra, ma che avrebbe dovuto soffrire assai moralmente (Lett. a p. Pinho, 6.12.40).
1941
Ha il primo incontro con il medico, dott. Emanuele Augusto Diaz de Azevedo, il quale la prende in cura, seguendola con generosa dedizione e spirito cristiano sino alla morte. Il giorno 29 agosto il p. José Alves Terças, dell'Ordine dei Missionari dello Spirito Santo, assiste alla Passione; ne pubblicherà la descrizione nel n. 10 della rivista « Vida de Cristo, a Paixao dolorosa » vol. V, Lisboa, 1941.
1942
E’ privata del suo direttore spirituale. Il giorno 20 marzo soffre per l'ultima volta la Passione, nella forma di partecipazione fisica. Il venerdì successivo, 27, venerdì santo, non soffre più la Passione nella forma suddetta, ma ne rivive nell'intimo le varie fasi (partecipazione interiore,). Nello stesso giorno Gesù le dice: «Non temere, figlia mia: non sarai più crocifissa. La crocifissione che hai tu è la più dolorosa di quelle che la storia può registrare » (Diario, 27.3A2). Intende dire che da allora avrebbe partecipato più intensamente anche a tutte le sofferenze morali e spirituali, senza manifestazioni esterne. In questo periodo le sue condizioni fisiche si aggravano molto: a tal punto che un giorno pare moribonda e riceve l'olio santo; detta le sue ultime disposizioni. Entra invece una seconda volta nella morte mistica, che durerà circa due anni. In questo periodo inizia pure il digiuno e l'anuria completi, che dureranno fino alla morte: si nutrirà della sola Ostia consacrata: più di 13 anni! Il giorno 31 ottobre il Santo Padre fa la consacrazione ufficiale del mondo al Cuore Immacolato di Maria (Cf Cristo Gesù in Alexandrina, p. 117).
1943
Dal 10 giugno al 20 luglio è degente nell'Ospedale « Rifugio di paralisi infantile » di Foce del Douro, presso Oporto, sotto l'osservazione del dott. Gomes de Araùjo: l'autorità ecclesiastica aveva disposto che fosse fatto un severo controllo circa il digiuno e l'anuria, cui molti non credevano; i medici pure volevano verificare con il massimo rigore. La relazione fatta dal dott. Gomes de Araùjo conclude dicendo: « E’ assolutamente sicuro che durante i 40 giorni di degenza nel "Rifugio" Alexandrina non mangiò né bevve, non orinò, né defecò... ».
1944
Nonostante la prova suddetta, continuano a diffondersi dubbi e dicerie circa il suo digiuno e la sua vita ricca di carismi; questo le causa sofferenze indicibili, tanto più che si trova priva di guida spirituale. La Provvidenza le viene incontro affidandola alla direzione di un salesiano. Questi, resosi conto che in Alexandrina c'e veramente l'opera di Dio, le impone di dettare il suo diario fino alla morte. Le è segretaria eroica la sorella Diolinda, « quell'angelo che Dio le aveva posto a fianco come infermiera ». Il 1 dicembre avviene il matrimonio mistico, cioè lo stato di unione amorosa tra Dio e la sua anima. Gesù le dice: « Tu sei sposa e sei madre, madre che non cessa di essere vergine. Sei madre dei peccatori...». Sabato, 2 dicembre, la Madonna le conferma le parole del Figlio e aggiunge: « Accetta il mio santissimo manto... puoi coprire il mondo intero: basta per tutti. Accetta la mia corona... sei regina ».
1945
Soffre per la impressione di essere casa di peccato ed il peccato stesso e sconta le varie categorie dei peccati. Si rincrudiscono e si fanno più frequenti e violenti gli assalti del demonio. Contemporaneamente sperimenta vari gradi della trasformazione della sua anima in Cristo: « Voglio dilatarti il cuore, voglio farlo grande, grande come il mio divino amore... fallo penetrare nel mondo che ho deposto nel tuo cuore » (Diario, 3.3A5). E qualche mese dopo: « Prese nelle sue divine mani il Don Umberto Pasquale. Questi, pregato da lei, la iscrive tra le Cooperatrici salesiane il 15 agosto 1944. mio cuore e ne fece un grande globo che poco dopo mi collocò al posto del cuore: "Mia figlia, il tuo cuore è un globo d'amore..."» (Diario, 22.6.45). « Sposa mia, mia regina; vivi di me, la tua vita è la mia, sono trasformato in te perché la tua vita è divina... Tu sei la fontana ed Io l'acqua che sgorga, lava, purifica... » (Diario, 1.9.45).
1946
Le articolazioni delle braccia e delle vertebre si sconnettono; il dott. Azevedo decide di bendarla in tutto il corpo e di collocarla su dure assi, su cui rimarrà sino alla morte (Diario, 4.10.46). Nuovi esami di teologi e di medici, che la lasciano in doloroso stato (Diario, 26.11.46).
1947
Si sente assai grave di salute e scrive di proprio pugno, con inaudito sacrificio, la sua lettera-testamento ai peccatori: « Ho passato la mia vita a soffrire e passerò il mio Cielo ad amare e a pregare per voi, o peccatori. Convertitevi e amate Gesù! Amate Mammina! Venite! Andiamo tutti in Cielo. Se provaste per qualche tempo i martiri che per voi ho sofferto, sono convinta che non pecchereste più. Se conosceste l'amore di Gesù, oh, allora morireste di dolore per averLo offeso. Non peccate! Ci ha creato! E’ padre!
1948
Ripiena della carità di Cristo, intensifica l'apostolato parrocchiale e l'aiuto ai poveri che a lei ricorrono sempre più numerosi; aiuta le vocazioni, il seminano e le Case Religiose di formazione. Aumenta sempre più il numero delle persone che vanno a farle visita per averne consigli. Gesù le dice: « E’ col tuo dolore che soccorri: confida che il tuo dolore è per le anime più che l'acqua per i pesci, più che il sole per la terra ». Il 14 luglio scrive di suo pugno l'epitaffio per la sua tomba: « Peccatori, se le ceneri del mio corpo possono essere utili per salvarvi, avvicinatevi, passatevi sopra, calpestatele fino a che spariscano, ma non peccate più! Non offendete più il nostro Gesù! Peccatori, vorrei dirvi tante cose! Per scriverle tutte non basterebbe questo grande cimitero. Convertitevi! Non offendete Gesù! Non vogliate perderlo per tutta l'eternità! Egli è tanto buono! Basta con il peccato! Amate Gesù, amateLo! Il giorno 23 settembre riceve l'ultima visita del suo secondo direttore, obbligato a ritornare in Italia. A lui però invierà i suoi diari fino alla morte. Rimasta priva anche dei secondo direttore, si sente dire da Gesù: .... Io sono l'Artista divino e nel tuo nulla io realizzo il capolavoro più meraviglioso... è con la tua oscurità che do luce alle anime » (Diario, 1.10.48).
1949
Gesù le promette di chiamare al suo tumulo molti peccatori e di convertirli (Diario, 2.9.49). La Vergine del Rosario le appare con la corona del Rosario e le dice: .... il mondo agonizza e muore nel peccato. Voglio orazione, voglio penitenza. Avvolgi in questa mia corona del Rosario coloro che ami... e tutto il mondo » (Diario, 1.10.49).
1950
Don Umberto Pasquale, sdb
Nell'estasi del 28 luglio Gesù le dice: « Dammi la tua riparazione e ascolta il mio urgente messaggio: "Voglio che il Papa faccia al mondo un supremo appello...: orazione, penitenza, rinnovamento di vita, vita pura..." E al 1 settembre aggiunge: « Unisci alla mia angoscia la tua, alla mia agonia la tua, al mio Calvario il tuo: è calvario di dolore, è calvario di salvezza... » (Diario). Alexandrina partecipa alle sofferenze di Cristo e ne ricevette persino le stigmate, che rimarranno sempre invisibili, ma dolorosissime. Gesù le dice: « Figlia mia, trasporto balsamo dalle mie piaghe alle tue, occulte ma dolorose, ben profonde, perché le tue mani seminino attraverso le piaghe dolorose la mia semente divina e perché i tuoi piedi, che non camminano per le piaghe aperte, strappino dai cammini errati le anime che corrono verso la perdizione... trasporto balsamo dalle ferite del mio capo al tuo per soavizzare il dolore delle tue spine, affinché, resa più forte, tu possa con queste sofferenze strappare dagli spiriti le cattive intenzioni e i pensieri iniqui... dal mio cuore trasporto balsamo amoroso, balsamo di fuoco, perché tu Mi ami e faccia amare, perché tu accenda questo fuoco, questo amore, perché tu possegga sempre la tenerezza, la dolcezza del mio » (Diario 1.9.50).
1951
Nell'estasi del 19 gennaio Gesù sollecita: « Presto, presto, più orazioni, più penitenza! Presto a rinnovare la vita e i costumi! Presto, figli miei!... » (Diario). Alexandrina risponde: « Tu dici "presto"; io dico "aspetta, Gesù"... dico "aspetta; da' loro tempo, Gesù; sono la Tua vittima e voglio perdono per il mondo "» (Diario, 19.1.51). L'anima vittima si rende sempre più somigliante alla Vittima divina. L'identificazione di Alexandrina con il Cristo è da anni operante: « Tu vivi con la mia vita, soffri con il mio dolore, ami con il mio amore: vivi con la mia vita perché con essa ti faccio vivere; soffri con il mio dolore perché te lo faccio sentire, in quanto vittima per riparare; ami con il mio amore perché te lo infusi nel tuo cuore affinché con esso Mi ami e faccia che io sia amato » (Diario, 23.11.51).
1952
Il 18 gennaio nel Diario leggiamo: « Non so cosa sento nel cuore: mi pare che abbia dentro qualcuno che, come i pescatori, lancia reti e reti per catturare questo mondo immenso di anime.. Quante più reti escono dal cuore, tante più ne ha da lanciare. E quali ansie infinitamente grandi di averle tutte colme! Che compito, che stanchezza incessante! ». Da questo anno aumenta spaventosamente il numero delle persone che vanno a vederla e a chiederle consiglio; sono innumerevoli le conversioni. Nonostante tutto questo, sente molto acuta un'altra sofferenza: l'impressione che tutta la sua vita ed il suo martirio siano inutili: « Tutto il mio vivere è diventato inutile » (Diario, 16.5.52).
1953
Però il 9 gennaio dice: « Balsamo al mio soffrire sono soltanto la speranza e la fiducia; non sento di aver fiducia, ma confido... La vita senza dolore mi pare insopportabile... Non vi è nulla che si possa paragonare alla dolcezza della croce quando la accettiamo e la portiamo con amore » (Diario). A proposito dell'agonia sul Calvario dice: « Erano segreti e misteri di amore... erano segreti e misteri di redenzione » (Diario 1.5.53). Alexandrina ha capito il grande valore salvifico della sofferenza. E Gesù le dice: .... Sono il sole, la vita, l'amore del tuo cuore... è sole, vita e amore divino. Mi do, mi comunico per mezzo tuo alle anime... Sei nella vita pubblica di Gesù... » (Diario, 15.5.53). E nell'estasi dei 20 novembre Gesù dice: « Ho scelto questo Calvario per amore dei peccatori, per amore dell'umanità intera; Io Gesù, lo intitolo "Calvario dei peccatori "» (Diario). Il 25 dicembre ha l'ultima estasi pubblica, che generalmente aveva dopo la Passione vissuta interiormente.
1954
Quest'anno ricorre il 12 anniversario dell'inizio del suo digiuno ed anuria completi; Gesù le dice: « Ti ho messa al mondo, ti faccio vivere solo di Me, per provare al mondo ciò che vale l'Eucaristia e ciò che è la mia vita nelle anime: è luce e salvezza per l'umanità » (Diario, 9.4.54). Nel maggio scrive a p. Pinho: .... Quanto bisogno avrei di lei, per aprirle la mia anima, per mostrarle un libro di innumerevoli pagine che ho nel cuore! E’ un libro che si potrà comprendere e leggere tutto solamente nella luce dell'eternità. In esso sono scritte le ansie di darmi, di consumarmi nell'amore di Gesù e di condurre a Lui le anime tutte, proprio tutte. Non posso consentire che se ne perda neppure una.. Quanto parla questo libro! » (28.5.54). Questo libro vivo, non è se non Cristo crocifisso con cui Alexandrina si sente identificata. Nel settembre Gesù le dice: «La tua vita è la mia Passione che continua... è Passione mistica, ma che racchiude tutta la mia santa Passione » (Diario, 24.9.54). Pochi giorni dopo si legge nel Diario: « In quel momento, dalla piaga del suo divin Cuore uscì un lampo così grande, con raggi tanto luminosi che fecero risplendere tutto. Poco dopo, da tutte le sue piaghe divine uscirono raggi che mi trafissero i piedi e le mani; dal suo capo sacrosanto veniva verso il mio un sole che mi ha trapassato il cervello. Circa il primo lampo e i raggi che uscivano dal suo divin Cuore, Gesù mi ha detto con tutta chiarezza: « Mia figlia, a somiglianza di S. Margherita Maria voglio che tu accenda nel mondo questo amore per me, tanto spento nel cuore degli uomini... per mezzo tuo voglio che questo amore sia acceso in tutta l'umanità, così come per mezzo tuo fu consacrato il mondo alla mia Madre benedetta. Fa', sposa amata, che si diffonda nel mondo intero l'amore ai nostri Cuori » (Diario, 1.10.54). Nonostante tutto questo, soffre terribili crisi di fede e si sente nelle tenebre. Nel Diario leggiamo: « Ho ripetuto il mio credo con molta difficoltà; dicevo a Gesù il mio credo, spero e confido, però mi pareva una costante bugia » (8.10.54).
1955
13 ottobre 1955
Il 7 gennaio Gesù le predice la morte: « Sei nel tuo anno! sei nel tuo anno! Confida, confida in Me ». L'11 febbraio Gesù le dice: « Coraggio, figlia mia, la tua camera, la tua vita, quanti insegnamenti danno al mondo! E’ scuola divina, che insegna agli uomini; è luce di Dio che li illumina nelle tenebre » (Diario). Il giorno 13 ottobre, anniversario dell'ultima apparizione della Madonna a Fatima, Alexandrina vola al Cielo: il suo cuore, incenerito dall'amore, cessa di battere alle ore 20 e 29 minuti. Per sua espressa volontà fu sepolta con il volto rivolto al Tabernacolo della sua parrocchia, come segno del suo amore per Gesù Eucaristico.
2004
Il 25 aprile: Beatificazione in Roma, Papa Giovanni Paulo II.

sabato 12 novembre 2011

1938 – IL MIO RITIRO SPIRITUALE

Annuncio della Passione

Ogni volta che venivo a sapere di persone che facevano un ritiro spirituale, dicevo: – Tutti lo fanno, io no! Non so cosa sia. – Osai dire questo varie volte in presenza del mio direttore. Egli mi promise che, se il padre provinciale glielo avesse consentito, sarebbe venuto a dettarmelo. Per alti disegni di Dio il permesso fu concesso ed il 30 settembre 1938 venne il mio padre spirituale ad iniziarlo. Da tempo vivevo nell'anima grandi agonie e, a volte, mi sentivo in procinto di cadere in abissi spaventosi. Nei giorni del ritiro raddoppiarono le mie sofferenze e gli abissi erano terrificanti. La giustizia dell'eterno Padre cadeva su di me e mi gridava ripetutamente: – Vendetta, vendetta! – mentre aumentavano le sofferenze dell'anima e del corpo. Non si possono descrivere; bisogna averle sentite e vissute. Io passavo giorni e notti rotolandomi nel letto mentre udivo quella voce minacciosa. Il mattino del 2 ottobre 1938 Gesù mi disse che avrei sofferto tutta la sua santa Passione, dall'Orto al Calvario, senza giungere al « Consummatum est ». L'avrei sofferta il giorno 3 e poi tutti i venerdì dalle ore 12 alle 15; ma che la prima volta Egli sarebbe rimasto con me fino alle ore 18 per confidarmi le sue lamentele. Non mi rifiutai. Avvisai di tutto il mio direttore. Attendevo il giorno e l'ora, molto afflitta, perché né io né il mio direttore avevamo un'idea di quanto sarebbe accaduto. Nella notte dal 2 al 3 ottobre, se fu molto grande l'agonia dell'anima, fu grande anche la sofferenza del corpo: vomiti di sangue e dolori terribili. Vomitai per alcuni giorni consecutivi e per cinque giorni non inghiottii nulla. Con questa sofferenza sperimentai per la prima volta la Passione. Quale orrore io sentivo in me! Che paura e terrore! Era indicibile la mia afflizione.

Prima Crocifissione [3-10-1938]

Scoccato il mezzogiorno, venne Gesù a invitarmi così:   Ecco, figlia mia, l'Orto è pronto e anche il Calvario. Accetti? – Sentii che Gesù per qualche tempo mi accompagnò nel cammino al Calvario. Poi mi sentii sola; e Lo vedevo là in alto, in grandezza naturale, inchiodato sulla croce. Camminai senza perderlo di vista: dovevo arrivare presso di Lui.
Vidi due volte Santa Teresina: prima alla porta del Carmelo, nella sua divisa, tra due consorelle, poi attorniata da rose e avvolta in un manto celestiale.

Padre Umberto Pasquale: Cristo Gesù in Alexandrina.

mercoledì 9 novembre 2011

VOGGLIO FARE UN CONTRATTO...

Gesù mi presenta le sue Piaghe Io Gli rinnovo la mia offerta di vittima

Una notte mi apparve Gesù: nelle mani, nei piedi e nel costato aveva le piaghe aperte, molto profonde, da cui sgorgava sangue in abbondanza; da quella del costato il sangue scorreva fino alla cintola, attraversava la fascia e giungeva fino a terra. Baciai le piaghe delle mani con molto amore e bramavo bacìare quelle dei piedi, ma, stando nel letto, non potevo. Non dissi nulla, ma Egli lesse il mio desiderio e mi diede la possibilità di farlo. Fissai poi la piaga del costato. Piena di compassione mi buttai nelle braccia di Gesù dicendo: – Oh, quanto hai sofferto per amor mio! – Rimasi così alcuni istanti finché Gesù scomparve. È inutile dire che non si cancellerà mai più dalla mia memoria questa visione. Ancora oggi ne sento il cuore ferito. Ne parlo soltanto per obbedienza e per amore di Gesù. Penso che Egli abbia fatto questo per prepararmi a ciò che ora dirò: che Egli me ne dia la forza e la grazia!

Voglio fare un contratto con te

« Il giorno cinque maggio (1938), dopo la comunione, Gesù mi ha detto: – Sei il tutto del mio cuore e io il tutto del tuo. Vuoi fare un contratto con me?
Io gli dissi: – O mio Gesù, io voglio ma mi sento ognor più confusa. Tu ben vedi la mia miseria. Io sono proprio un nulla! - E che t'importa? Sono stato io a sceglierti proprio con la tua miseria. Tu mi hai dato tutto. In cambio mi do tutto a te. Ti dono i tesori del mio Cuore. Dalli a chi vuoi. Esso trabocca di amore: distribuiscilo. -
– O mio Gesù, potrò consegnare i tuoi tesori divini al mio direttore perché a sua volta li dia a chi vuole? Potrò darli alle persone che mi sono care e ai vescovi affinché li distribuiscano a ciascuno dei loro sacerdoti e questi li diano alle anime? – Gesù mi rispose: – Fanne ciò che vuoi. Io ti unisco a Me e ti stringo al mio Cuore santissimo! » (lettera a p. Pinho, 5-5-1938) 7.
Il 23 luglio 1938 scrissi quanto segue. Gesù è la mia forza, il mio amore, il mio sposo.
– Consenti, o Gesù, alla tua piccola tanto innamorata di dirti, non con le labbra, ma col cuore: « Appartengo solo a Te! non ho niente, niente che non sia di Gesù ».
Costa parlare così quando si sente il contrario e ci si trova nelle ore più amare della vita, nei giorni di tanta lotta in cui il demonio mi afferma il contrario, solamente il contrario.
– Maledetto, non ti appartengo. Sei degno solo di disprezzo. Sei bugiardo! Gesù è tutto mio, io sono tutta di Gesù. – Cuore mio, grida forte, molto forte al tuo Gesù che L’ami, che Lo ami più di tutte le cose del cielo e della terra! Sono di Gesù nelle gioie, nelle tristezze, nelle tenebre, nelle tremende tribolazioni, nella povertà, nell'abbandono totale. Soffro tutto per consolarlo, per salvare le anime. - Manda, o Gesù, alla tua Alexandrina, tua vittima, tutto quanto si può immaginare e si può chiamare sofferenza. Con Te, col tuo divin aiuto e con quello della tua e mia cara Mamma, vincerò tutto. Non temo nulla. – O croce benedetta del mio Gesù, io ti abbraccio e ti bacio.

domenica 31 luglio 2011

LE FORZE INFERNALI SCATENATE

1937
Va' sul tuo lettino!

Fu nel luglio 1937 che il demonio, non soddisfatto di tormentarmi la coscienza e dirmi cose turpi, dopo mesi di minacce, cominciò a sbattermi giù dal letto di giorno o di notte. Da principio mascherai la cosa perfino alle persone di casa, eccetto a Deolinda, dicendo che erano crisi di cuore. Ma poi ne furono informate la mamma e una ragazza che viveva con noi. Una notte il maligno mi buttò sul pavimento facendomi sorvolare mia sorella che dormiva su un materasso disteso per terra accanto al mio letto. Deolinda si alzò, mi prese in braccio ordinandomi: - Va' sul tuo lettino! - Riposta al mio posto, mi alzai bruscamente emettendo dei fischi. Appena mi resi conto dell'accaduto, piansi. Deolinda mi tranquillizzò col dirmi: - Non affliggerti: non sei stata tu! - La notte seguente avvenne la stessa cosa e alla sorella che voleva ripormi sul letto gridai allontanandola da me: - No, no! A letto non vado! - Appena prendevo coscienza del male fatto, piangevo.
Una notte il demonio fece cose che ignoravo. Io piansi amaramente e pensavo di non poter ricevere Gesù senza prima confessarmi. In quel giorno il parroco era assente, ma sentivo che mi sarebbe costato molto parlargli di quanto era avvenuto. Non mi sentivo di aprirmi con lui. Mia sorella, nel vedere le mie lacrime, cercava di confortarmi, ma non riuscendovi, si offerse di andare dal mio direttore spirituale che si trovava a predicare in una parrocchia vicina. Le risposi che non valeva la pena perché non gli avrei detto quanto mi era successo. Le chiesi una cartolina della Madonna e con grande sacrificio scrissi in succinto quanto bastava per essere compresa. La nascosi sotto il guanciale in attesa che venisse l'ora di fargliela recapitare. Ma improvvisamente entrò il mio direttore con Gesù eucaristico, in compagnia di un seminarista. Aveva saputo per caso dell'assenza del parroco. Quando mi annunciò che portava Gesù, gli dissi: - Non posso fare la Comunione senza confessarmi. - Le lacrime ed il rossore non mi permettevano di parlare. Gli dissi soltanto di aver scritto un biglietto. Lo prese, lo lesse e, per tranquillizzarmi, mi assicurò che, dati i precedenti, aveva previsto quelle prove, anche se non aveva mai osato prevenirmi. Questa tribolazione si ripeté più volte, anche a due riprese per giorno. In quegli assalti sentivo in me rabbia e furori infernali. Non potevo consentire che mi parlassero di Gesù e di Maria. Sputavo sulle loro immagini. Insultavo il mio direttore, lo minacciavo e così pure alcune persone di casa. Il mio corpo rimaneva paonazzo e sanguinante per le morsicature. Oh, come vorrei che molta gente vedesse, affinché imparasse a temere l'inferno e a non offendere Gesù! Ogni volta che terminava l'influenza del demonio, nel ri­cordare tutto quello che avevo fatto e detto, mi assalivano angosciosi scrupoli; mi pareva di essere la più grande peccatrice. Furono mesi di doloroso martirio. Avrei molto da dire su questo argomento, ma non posso: la mia anima non resiste nel rievocare tali sofferenze. « ... Il 25 settembre Gesù mi disse: - Mia figlia, tu non mi offendi affatto, né mi offenderai negli assalti del demonio. Offrili con quanto soffri in riparazione dei peccati che in questa notte si commettono nella tua parrocchia e nel mondo. Che cosa orribile! E quale dolore per il mio divin Cuore nel vedere tante anime che si perdono! Il demonio ti odia, ma devi rallegrarti perché ne ha il motivo. Se Io lo permettessi, ti ucciderebbe: ma non lo consento. Sono il Signore della vita e della morte. La tua morte sarà soltanto un volo dalla terra al cielo.
- Il giorno 29 infine Gesù mi disse: - Il mondo è putrido. Voglio che si realizzino le mie richieste. Ti faccio soffrire perché tu mi possa salvare molte anime. Tu sei il parafulmine della giustizia divina. Per mezzo tuo e di altre anime non sono caduti tremendi castighi. Penitenza! Penitenza! Vi sono molte ani­me che desiderano amarmi, ma sono lontane da ciò che dovrebbero essere e da quello che Io vorrei. Riparate almeno voi! - ... » (lettera a p. Pinho, 2-10-1937).
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(P. Umberto Pasquale, sdb: "Cristo Gesù in Alexandrina").

domenica 24 luglio 2011

ANCORA SULLA CONSACRAZIONE...

1936

Ancora sulla consacrazione del mondo a Maria.  Primo intervento della Santa Sede

« ... Un giorno Gesù mi disse: - Ascolta questi miei divini desideri: di', figlia mia, al tuo direttore spirituale di far sapere ovunque che questo flagello è un castigo, è l'ira di Dio. Ca­stigo per richiamare: voglio salvare tutti. Sono morto per tutti. Non voglio essere offeso e lo sono tanto, nella Spagna e in tutto il mondo! E’ grande il pericolo che si spargano ovunque questi atti di barbarie. E ora ti dirò come dovrà essere fatta la consacrazione del mondo alla Madre degli uomini e Madre mia santissima: prima, dal Santo Padre a Roma, poi, dai sacerdoti in tutte le chiese; sarà invocata come Regina del cielo e della terra, Signora della vittoria. Se il mondo corrotto si convertirà e cambierà strada, Ella regnerà e per mezzo suo si otterrà la vittoria. Non temere, figlia: i miei desideri si realizzeranno. - ... » (lettera a p. Pinho, 10-9-1936).
Il 31 maggio 1937 ebbi la visita di p. Durào: era stato inviato dalla S. Sede per esaminare la questione della consacrazione del mondo alla Madonna. Io desideravo tanto vivere nascosta, senza che alcuno sapesse quanto avveniva in me! Tale padre consegnò un biglietto del mio direttore a Deolinda, pregandola di leggermelo. Diceva così: - Presento il padre Durào; gli parli liberamente e risponda alle sue domande. - Rimasi afflitta e chiesi a mia sorella cosa potevo dirgli, perché non sapevo che fossero necessari interrogatori in casi del genere. Deolinda mi incoraggiò suggerendomi: - Dirai ciò che il Signore ti ispirerà. - Mi sorprese come, senza esitazione, risposi alle sue domande quando mi domandò circa le comunicazioni di Gesù. Mi raccomandò di esporgli soltanto le cose principali per non stancarmi. Gli affermai che non sapevo quali fossero le cose principali. Ed egli: - Questo mi piace. - E mi parlò della consacrazione del mondo alla Madonna. Dopo varie domande aggiunse in bel modo: - Non si sbaglierà? - A queste parole mi ricordai del mio inganno circa la mia morte e pensai: - Questo è in mio sfavore, glielo racconto. - Risposi: - Una volta mi ingannai. - E raccontai ciò che era avvenuto nel giorno della SS. Trinità del 1936. Il padre non mi disse se mi ero sbagliata e commentò: - Queste cose costano molto, nevvero? - Risposi: - Costano e mi lasciano triste. - E co­minciai a piangere. Infine si raccomandò alle mie preghiere e promise di ricordarmi nella santa Messa. Si inginocchiò e recitò tre Ave ed alcune giaculatorie. Poi si congedò. Piansi molto e rimasi triste e tormentata, perché si era venuto a sapere ciò che per tanto tempo si era svolto nell'intimità della mia famiglia.
Scrissi subito al mio direttore spirituale raccontandogli tutto.
Egli mi rispose immediatamente rasserenandomi e dicendomi che tutto era per la gloria del Signore. « Gesù mi ha detto ancora: - Figlia mia, ti ho scelta per cose sublimi. Mi sono servito di te per comunicare al Papa il mio desiderio che si consacri il mondo alla Madre mia santissima. Voglio che sia onorata come Me perché è mia madre. Voglio che il mondo conosca il Suo potere presso il trono di Dio...
Ti ho scelta per essere la mia crocifissa... È un dono mio... La sofferenza del tuo corpo, della tua anima è dolorosa, è schiacciante. Ma in cielo, ove ti attendo, ne avrai la ricompensa.» (lettera a p. Pinho, 1-11-1937).
« ... - Verrò a prenderti, ma non prima della consacrazione del mondo alla mia Madre santissima che per mezzo tuo sarà onorata... Il Papa ritarda ma verrà il giorno della consacrazione. Ciò che è mio vince sempre, per quanto grandi siano le difficoltà. - ... » (lettera a p. Pinho, 22-11-1937).
« ... - Il mondo è sospeso per un filo leggerissimo. O il Papa si decide a consacrarlo o il mondo sarà castigato » (lettera a p. Pinho, 20-1-1939).
« ... - Il Cuore della mia Madre benedetta è ferito dalle bestemmie contro di Lei. Quanto ferisce il suo Cuore ferisce il mio; ciò che ferisce il mio ferisce il suo, talmente sono uniti i nostri Cuori. È per questo che la consacrazione del mondo Le darà molto onore e gloria: saranno umiliate e vinte quelle lingue maledette e impure che l'hanno bestemmiata. - » (let­tera a p. Pinho, 2-12-1939).
« ... - Di' al tuo direttore di avvisare il Papa che se vuole salvare il mondo affretti l'ora della sua consacrazione alla Madre mia. La ponga a capo della battaglia e La proclami regina della vittoria e messaggera di pace  Il mondo avrà molte sofferenze, perché la malizia umana ha raggiunto il culmine con i suoi crimini... Povero mondo, se non avrà come guida la regina del cielo! Povero mondo se Ella non intercederà presso Dio! » (lettera a p. Pinho, 2-5-1940).
« ... - Di' al Papa che Gesù insiste, chiede e ordina di consacrare il mondo alla Madre sua. Che lo consacri in fretta se vuole che la guerra finisca, in fretta se vuole che il mondo abbia pace. - ... » (lettera a p. Pinho, 5-4-1941).


P. Umberto Pasquale, sdb, "Cristo Gésù in Alexandrina".

giovedì 21 luglio 2011

MORTE MISTICA

Cantai cosi...

Nel 1935 il Signore mi avvisò che sarei morta all'inizio del giorno della festa della SS. Trinità del 1936 [7 giugno]. Poiché non conoscevo altra morte, pensavo di lasciare questo mondo e di partire per l'eternità. In questo periodo ebbi molte consolazioni spirituali. Quan­to più si avvicinava il giorno della SS. Trinità, tanto più cresceva la mia gioia: sarei andata a trascorrere in cielo la festa dei miei tanto cari Amori, come io chiamavo il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. I dolori del mio corpo andavano aumentando e tutto dava segno della mia dipartita. Due giorni prima il Signore mi affermò che sarei morta fra le 3 e le 3,50 del mattino e mi disse di mandare a chiamare il mio direttore. Così feci. Egli arrivò verso sera e rimase presso il mio letto durante la notte. Mi preparò a morire, fece con me un atto di completa rassegnazione e conformità alla volontà di Dio. Chiesi perdono a tutta la famiglia e dalla gioia cantai così:

Feliz, oh! Feliz
Se eu tal conseguia
Morrer a cantar
O nome de Maria!

Feliz quem mil vezes
Na longa agonia
Com amor repete
O nome de Maria.


Poi fui presa da una afflizione crescente. All'ora fissata non so cosa provai; cessai di udire quanto accadeva attorno a me. Il mio padre spirituale ed i familiari recitarono le preghiere dell'agonia, accesero una candela benedetta e me la tennero in mano, ma io già non avevo coscienza di nulla. Stetti così un po' di tempo. Mi giudicavano morta e piangevano per me. Improvvisamente cominciai ad udire i loro pianti, ripresi a respirare e, a poco a poco, mi rianimai, ma rimasi ancora in tale stato di depressione che pensavo: - Voi continuate a pian­gere e io continuo a morire. - Attendevo sempre di comparire alla presenza di Dio. Non avevo pena di lasciare il mondo e i miei cari.
Ad un certo punto, vedendo che mi riprendevo e che non si avveravano le parole di Gesù, fui invasa da una tristezza inimmaginabile, oppressa da un peso schiacciante. Il mio direttore dovette partire senza potermi rivolgere una parola di conforto. Passai la festa della SS. Trinità come una moribonda; dentro di me tutto era morte. Le lacrime mi scorrevano abbondanti. Mi assalivano dubbi insopportabili: mi ero ingannata circa la morte, quindi anche su tutto quanto Gesù mi aveva detto fino a quel giorno. Nei successivi due giorni mi pareva che tutto il mondo fosse morto. Non c'era sole, né luna, né giorno, per me. Il mio vivere era quasi insopportabile.
Si avvicinavano a me Deolinda e Säozinha e mi dicevano: - Perché non parli? Perché non ci sorridi? - E io rispondevo: - Lasciatemi sola! Non sono più la stessa. Non mi vedrete più sorridere. Non vi sarà più sole capace di illuminarmi. - E piangevo. Sprofondata nel più grande dolore, nella più triste amarezza parlavo in modo tale che loro non sapevano cosa dirmi. Stavano combinando di andare dal mio direttore, quando all'improvviso arrivò il padre Oliveira Dias, mandato da lui a confortare la mia anima. Il buon padre mi spiegò il mio caso, raccontandomi fatti uguali avvenuti nella vita di alcuni santi. Venni così a sapere che si trattava della morte mistica, di cui non avevo mai udito parlare. Ebbi l'impressione che fosse un angelo venuto dal cielo a calmare la tempesta della mia anima. Continuai tuttavia a vivere tribolata. Mi sembrava che anche Gesù fosse morto, poiché per alcuni mesi non udii più la sua Voce. Quando aumentava l'agonia dell'anima riandavo ai fatti raccontati dal p. Oliveira Dias e prendevo un po' di coraggio da ciò che mi diceva il mio padre spirituale.

mercoledì 20 luglio 2011

CRISTO GESU IN ALESSANDRINA

Fioretti di maggio

Nel mese di maggio 1935, desiderosa di consolare Mammina e di soffrire per Lei, pensai di scrivere su pezzettini di carta dei pensieri, uno per ogni giorno del mese. Ogni mattina ne sorteggiavo uno e mi sforzavo di vivere la giornata secondo quanto stava scritto. Questo, solo allo scopo di consolare Gesù per mezzo di Maria. Nel maggio 1936, già senza forze, non potendo scrivere e desiderando dare la stessa prova d'amore dell'anno precedente a Gesù e a Mammina, chiesi a mia sorella di scrivere i seguenti fioretti su bigliettini da sorteggiare giornalmente, soffrendo ed amando secondo le intenzioni scritte. Il 31 maggio 1936 scrissi così: « Mammina, io vengo umil­mente ai tuoi piedi per deporre i fiori spirituali raccolti durante il mese. Sono confusa: che povertà! In quale stato te li con­segno! Sono tanto appassiti e tanto sfogliati! Ma Tu, o carissima Mamma celeste, puoi trasformarli, rinverdirli, ravvivarli per portare con essi consolazione e profumi a Gesù, in mia vece. Parlagli delle mie pene e delle mie afflizioni.
... Cara Mammina, in questo ultimo giorno del tuo mese benedetto, come congedo, poiché non ho nulla da darti, ti do tutto il mio corpo e ti prego di custodirlo e di tenermi nelle tue santissime braccia come tua figlia carissima ».

Gesù chiede la consacrazione del mondo a Maria

« ... Il giorno 30 u.s. [luglio 1935], dopo la santa Comu­nione, udii Gesù dirmi:
- Per l'amore che tu hai verso la mia Madre santissima, comunica al tuo padre spirituale la seguente mia richiesta: ogni anno si faccia un atto di consacrazione del mondo a Lei, in un giorno prefissato e si chieda alla Vergine senza macchia di confondere gli impuri affinché cambino vita e non mi of­fendano. Come ho chiesto a Margherita Maria la consacrazione del mondo al mio Cuore divino, così chiedo a te che lo si consacri a Lei con una festa solenne »

Lampada dei tabernacoli. Vittima per la consacrazione del mondo

« O mio caro Gesù, io mi unisco spiritualmente in questo momento e da questo momento per sempre a tutte le sante Ostie della terra, in ogni luogo ove abiti sacramentato; voglio pas­sarvi tutti i momenti della mia vita, costantemente, di giorno e di notte; allegra o triste, sola o in compagnia, sempre a con­solarti, ad adorarti, ad amarti, a lodarti, a glorificarti! O mio Gesù, io vorrei che tanti atti del mio amore cadessero su di Te costantemente di giorno e di notte come la pioggia fine fine cade dal cielo sulla terra in una giornata d'inverno. Non vorrei atti d'amore solo miei, ma di tutti i cuori, di tutte le creature del mondo intero! Oh! Come Ti vorrei amare e vedere amato, da tutti! Tu vedi, o Gesù, i miei desideri: accettali già come se io Ti amassi. O Gesù, non rimanga nel mondo neppure un solo luogo ove Tu abiti sacramentato, senza che oggi e, da oggi per sempre, in ciascun momento della mia vita io stia là sem­pre a dire: - Gesù, amo Te! Gesù, io sono tutta tua! Sono la tua vittima, la vittima della Eucarestia, la piccola lampada delle tue prigioni d'amore, la sentinella dei tuoi tabernacoli! O Gesù, io voglio essere vittima per i sacerdoti, i peccatori, la mia famiglia, vittima per tuo amore, per la tua santissima Passione, i dolori di Mammina, il tuo Cuore, la tua santa Vo­lontà, vittima per il mondo intero! Vittima per la pace, vittima per la consacrazione del mondo a Mammina! - ».